Cari amici Soci e Socie,

questa lettera o comunicazione presidenziale, arriva in un momento di particolare difficoltà di tutta la Nostra società; non eravamo preparati e forse non lo siamo ad una situazione di “attacco” da un agente esterno infettivo che limita o addirittura mina quelle che sono le quotidianità del vivere lavorativo e soprattutto sociale, tale da dover sospendere le ns attività.

Come sapete, immediatamente il Governatore del Distretto 2072 ha richiesto ai Presidenti-ancora prima che le Autorità Pubbliche emanassero le proprie disposizioni-di soprassedere ad ogni iniziativa e riunione della Nostra Associazione, onde eliminare ogni possibile ulteriore fonte di contagio e il Rotary Modena si adegua man mano.

Immediatamente siamo stati costretti a fare slittare la Nostra importante serata al Teatro Comunale con contestuale cerimonia per i 150 anni di Sandrone, il tutto in occasione del “Rotary Day” che però si terrà ugualmente il 17.03 prossimo venturo con le modalità come vi verranno comunicate, allo stesso modo dobbiamo rinviare la serata con la Sig. Kabaivanska per motivi “sanitari”

Peraltro, come sapete, il Rotary “battezza” ogni mese con un tema e quello di Marzo è il mese dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie; mai vi fu una tale preveggenza da parte del Rotary International nel fare tale scelta.

Come dicevo inizialmente, dobbiamo fare molte riflessioni davanti a questa “  epidemia di coronavirus”: riflessioni sulle Nostre abitudini igienico-sanitarie, sul Nostro porsi con gli altri nella società ma soprattutto su quelli che sono e potranno essere in futuro gli effetti di una globalizzazione oramai pienamente compiuta.

Abbiamo visto che da un focolaio in una lontana città della Cina (di cui molti di Noi non sapevano nemmeno dell’esistenza) ci siamo trovati malati nella casa di fianco che in qualche modo avevano avuto contatti con persone dell’altro estremo capo del mondo.

Passando ad un argomento di spessore ed interesse sovranazionale vi riporto un lungo stralcio della comunicazione del ns Presidente Mondiale realtiva ai ns assetti del ROTARACT

Nella scorsa primavera il Consiglio di Legislazione ha elevato lo status del Rotaract nel Nostro Statuto: il Rotary International adesso è l’associazione sia del Rotary Club che del Rotaract Club. Poi, ad ottobre, il Consiglio Centrale del Rotary ha eliminato il limite d’età, ormai artificiale, del Rotaract e adottato altre misure per abbattere le barriere che ostacolavano la crescita di quest’ultimo in alcune parti del mondo.

Erano misure necessarie da tempo, perché il Rotaract è una visione di ciò che il Rotary deve diventare. Non solo abbiamo bisogno di aprire le porte ai nostri giovani “colleghi”, ma dobbiamo anche aprire le orecchie e il cuore all’esperienza del Rotary che essi trovano più coinvolgente. Questo è uno dei modi migliori per far crescere il Rotary nel senso più pieno del termine.

Far crescere il Rotary, per me, significa molte cose: dobbiamo far crescere il nostro service e l’impatto dei nostri progetti e, cosa più importante, far crescere il nostro effettivo per poter realizzare di più. I Rotaractiani ci offrono proprio questa opportunità, non solo affinchè  possano entrare a far parte del Rotary nel momento che ritengono più opportuno, ma anche perché capiscono cosa serve per attrarre altre persone come loro.

La solita routine non può più bastare. Far entrare nuovi Soci per sostituire quelli che perdiamo non è la risposta; è come continuare a versare dell’acqua in un secchio bucato. Dobbiamo invece affrontare le cause di fondo della perdita di Soci che avviene in tante parti del mondo: il coinvolgimento dei Soci che non è quello che dovrebbe essere e la composizione demografica del nostro effettivo, che è sempre più sproporzionatamente rappresentata da individui di età avanzata.

È tempo di fare cambiamenti di fondo. Sappiamo già quali sono gli ostacoli verso un effettivo impegnato e diversificato. È giunta l’ora di applicare quel che sappiamo e agire: inventare nuovi modelli di affiliazione, aprire nuovi percorsi per entrare nel Rotary e creare nuovi Rotary Club e Rotaract laddove quelli esistenti non rispondono ai bisogni di oggi.

I nuovi modelli di club rappresentano un’opportunità per connettersi con un insieme più diversificato di persone, in particolar modo con chi non può o non vuole affiliarsi ai Nostri tradizionali club. Già da qualche tempo stanno emergendo nuovi modelli di club, ma sta ai governatori distrettuali farne una realtà. A gennaio, all’Assemblea Internazionale, i nostri governatori entranti hanno partecipato ad un’esercitazione denominata “Costruisci il tuo modello di Club”. È stata una magnifica esperienza che li ha posti nel giusto atteggiamento mentale per il lavoro che li attende.

In ultima analisi, però, toccherà a Rotaractiani e giovani Rotariani inventare nuovi modelli di Club più validi per la prossima generazione. Possiamo forse pensare di sapere cosa vorranno i giovani dai Rotary Club nel futuro, ma io mi aspetto, con fiducia, che questi giovani ci sorprenderanno. A noi spetta il compito di appoggiare le loro innovazioni, perché ci aiuteranno a far crescere il Rotary perchè “Il Rotary connette il mondo”.

Modena lì, 04.03.20

Andrea