Resoconto della Conviviale del 25 ottobre 2022

Serata intrigante da Vinicio, con un tema per i più inedito, a cura del nostro socio Christian Attardi, che ci ha parlato di “Sherlock Holmes: mito e realtà”.
Il Presidente Enrico Lupi ha aperto la conviviale ringraziando gli organizzatori della recente gita a Venezia, che ha riscosso un notevole successo, Giuseppe Malaguti e la consorte Anna Maria, Giovanni Stefani e la consorte Sara.
Enrico ha poi consegnato alla Past President Silvia Menabue un attestato conferito al nostro Club per l’annata rotariana 2021-2022 dal Rotary International “per aver aiutato il Rotary a servire per cambiare vite delle persone in tutto il mondo”: Silvia si è detta orgogliosa dell’attestato ed ha voluto condividere con tutto il Club il merito di avere raggiunto gli obiettivi prefissati.
Il Presidente, dopo averci ricordato di rispondere al sondaggio che in questi giorni sta arrivando via mail dal Rotary International circa la nostra esperienza di fare parte del Rotary, ha passato la parola a Christian Attardi, ricordando che è stato, nel 1987 a 14 anni, socio fondatore dell’Associazione “Uno studio in Holmes”, tuttora esistente e con sede a Firenze, che raccoglie appassionati da tutta Italia. Christian è stato il primo e più giovane italiano Holmesiano a pubblicare, nel 1988, un articolo su Sherlock Holmes in lingua inglese su una rivista specializzata estera. In più Christian è stato il più giovane iscritto alla prestigiosa associazione inglese “The Sherlock Holmes Society of London” ed ha una piccola collezione di rarità, tra cui alcune prime edizioni inglesi e italiane.
Christian, prendendo la parola, ci ha detto di essersi perdutamente innamorato di Sherlock Holmes leggendo i sui libri nel 1987 a 14 anni, in occasione del centenario dalla nascita del famoso detective: Holmes è il personaggio per cui esistono oltre 600 Associazioni di appassionati, per il quale sono stati scritti più apocrifi, i cui libri sono i più tradotti per numero di copie e numero di lingue, il personaggio a cui sono stati dedicati più film e il più imitato nella letteratura, al cinema ed alla televisione. Il primo libro scritto da Sir Arthur Conan Doyle sulle avventure del celebre detective, A Study in Scarlet, fa parte dei “100 books that shaped world history”. L’insieme degli scritti di Sir Arthur Conan Doyle va sotto il nome di “Canone Holmesiano” e comprende 4 romanzi e 56 racconti brevi: il fascino risiede nella logica investigativa che si avvale della diagnostica medica basata sulla osservazione (Sir A.C. Doyle era medico). Molti i film dedicati a Sherlock Holmes e molti gli attori che l’hanno interpretato, tra cui spicca l’indimenticabile attore inglese Jeremy Brett.
Ma il personaggio di Sherlock Holmes viaggia anche tra mito e realtà: la famosa frase “Elementare, Watson”, che Sherlock Holmes diceva al suo fido aiutante, in realtà non è mai stata pronunciata e viene citata per la prima volta nel primo film sonoro “The return of Sherlock Holmes” del 1929. Il famoso “Deerstalker”, il cappello da cacciatore di cervi, che tutti associano all’immagine di Holmes, non è autentico e originale: nelle 60 storie non si parla mai di questo tipo di berretto. Watson, che tutti associano al ruolo di spalla comica, di simpatico tontolone destinato a fare ridere il pubblico, in realtà non è stupido, ma è una persona intelligente e capace, buon medico, reduce di guerra, in grado di capire il metodo logico e scientifico con cui lavora Sherlock Holmes. Ancora, la pipa ricurva che tutti associano ad Holmes, è un falso, una aggiunta posteriore: Holmes fuma pipe di terracotta, di gesso o di legno, di forma completamente diversa da quella della tradizione iconografica. Anche la narrazione di Holmes tossicomane non è reale, come tanti altri aspetti del personaggio che sono spuntati qua e là nel corso degli anni soprattutto nelle numerose versioni televisive e cinematografiche.
Christian, dopo avere ricordato che Sir Arthur Conan Doyle si è ispirato per la creazione del personaggio di Sherlock Holmes al suo maestro Joseph Bell, medico britannico, docente di medicina presso l’ Università di Edimburgo, ha gentilmente risposto alle numerose domande degli ospiti presenti, segno del grande interesse suscitato dalla sua relazione, risposte che gli hanno permesso di sottolineare il fascino di Sherlock Holmes, dato dalla compostezza dei personaggi, dalle tematiche affrontate, dalla logica dei ragionamenti basata sulla osservazione e deduzione, il tutto avvolto dalla splendida cornice della seducente nebbia londinese. Al termine, il Presidente ci ha ricordato che ieri, 24 ottobre, è stata la giornata mondiale della Polio: il nostro Club ha partecipato alle iniziative rotariane in proposito, pubblicando sui social dei messaggi tratti dall’ apposito toolbox messo a disposizione dal Rotary International.
Il prossimo impegno rotariano sarà la Messa in Duomo per i defunti rotariani officiata dal nostro socio onorario S.E. Monsignor Erio Castellucci martedì 8 novembre alle ore 19.

Un caro saluto
Claudio Colombi

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