Resoconto della Conviviale del 15 giugno 2021

SEDE
Ci siamo ritrovati numerosi presso il ristorante Giallo Modena al MEF per una
piacevole e, come al solito in questo periodo, ventosa serata, con un gradito ospite,
il Prof. Franco Pulcini, direttore editoriale del Teatro alla Scala di Milano.

ARGOMENTO
Il Presidente Roberto Dino Villani, dopo l’onore alle bandiere, ci ha presentato il
Prof. Franco Pulcini, grande amico da anni, esperto velista, che tra l’altro ha venduto
al nostro Presidente la sua prima barca a vela. Ha preso poi la parola la nostra socia
Donatella Pieri, che ha intervistato l’ospite, dopo avere sottolineato le tre grandi
attività in cui si snoda il suo lavoro : attività di formatore ed insegnante di storia
della musica, attività di studioso e ricercatore per varie fondazioni liriche ed attività
di divulgatore e documentarista su vari autori.
Franco Pulcini ha esordito ricordando che suo padre riteneva inutile occuparsi di
musica, ma lui non ha mai scritto musica, l’ha solo studiata e divulgata, nella
convinzione che conoscere la storia ed il pensiero degli autori contribuisse ad
arricchire il modo di ascoltare la musica stessa. L’attività che più gli piace è
l’insegnamento, ma ha fatto anche traduzione di testi stranieri: un tempo le opere
venivano cantate nella lingua originale, perché importanti non sono solo le parole,
ma anche i fonemi, però così il pubblico non capisce. Con la traduzione si supera
questo aspetto.
Sollecitato da Donatella Pieri, il Prof. Pulcini ci ha poi parlato di un libro che ha
scritto nel 2016, un giallo ambientato alla Scala, “Delitto alla Scala”, in cui finzione e
realtà si fondono, precedendosi l’un l’altra di volta in volta, libro che ha fatto
storcere il naso ad alcuni collaboratori che lavoravano con lui: ce ne ha portato
alcune copie in dono, che al termine della serata ha poi volentieri autografato con
dedica.
L’ospite, su invito di Donatella, ha poi espresso alcune considerazioni su famosi
interpreti lirici modenesi: di Mirella Freni ha sottolineato la bontà e la semplicità,
voce meravigliosa, la più grande Mimì nella Boheme di Giacomo Puccini. Luciano
Pavarotti non era una persona semplice, una delle più grandi voci mai esistite, soffriva del grande complesso di non essere magro, ma aveva una forza ed uno
slancio infiniti. Di Raina Kabaivanska ha ricordato alcuni episodi che li riguardavano
entrambi. Pulcini ci ha poi parlato di Carla Fracci, persona molto gentile, di poche
parole, per lei parlava il marito, una delle più grandi etolie mai esistite. Interessanti i
battibecchi tra due grandi Direttori di Orchestra della Scala di Milano, Riccardo Muti
e Riccardo Chailly: cose forse poco edificanti, ma da imputare certamente alla
stanchezza sia fisica che emotiva che pervade i direttori d’orchestra.
Interessante poi il rapporto tra il Prof. Pulcini e il compianto Franco Battiato: nel
1992 esce un suo libro-intervista su Battiato, all’inizio compositore d’avanguardia,
poi anche autore di successi, ma sempre con testi surreali. La grandezza di Battiato,
e l’interesse che aveva suscitato in Pulcini, consisteva nel fatto cha Battiato si
trovava, sia come autore, che come conoscitore, in quella vasta area intermedia tra i
grandi intenditori di musica lirica, importante, ma complicata ed i numerosi seguaci
di musica moderna, semplice, commerciale: da lì poteva spaziare ovunque.
La serata si è conclusa con alcune domande degli ospiti presenti.

PRESIDENTE
Il presidente Roberto Dino Villani ha poi ricordato i prossimi impegni rotariani ed i
compleanni che ricorrono in questi giorni, quelli di Alberto Montorsi, Manfredo
Termanini, Carlo Ventura e Riccardo Borsari.

Un caro saluto
Claudio Colombi

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