Messaggio mensile di luglio del Governatore

Care Amiche e cari Amici rotariani,

sono particolarmente lieto di portare il mio saluto e il mio augurio di buon lavoro a tutti Voi nel momento in cui comincia ufficialmente il nostro comune percorso nell’anno rotariano 2013-2014.

E’ consuetudine che nella sua prima Lettera ai rotariani del Distretto il Governatore unisca ai saluti una riflessione sul motto del Presidente internazionale che caratterizza l’annata e sui punti principali ai quali intende dedicare il suo lavoro. Anch’io non sfuggirò certo a questa regola che risponde a una elementare forma di comunicazione e di dialogo, ma nel nostro caso è giusto sottolineare la grande novità che segna l’avvio di questo anno rotariano.

Nasce il Distretto 2072 con una dimensione territoriale che comprende l’Emilia Romagna (esclusa la Provincia di Piacenza, da sempre nel Distretto 2050 con una bella fetta di Lombardia) e la Repubblica di San Marino. Siamo poco più di 3000 rotariani che operano in 48 Club contro gli oltre 6000 che facevano parte del Distretto 2070 – nostra casa per tanti anni assieme agli amici toscani –, uno dei più grandi Distretti rotariani a livello mondiale.

Sappiamo quanto sia stata difficile (e per molti sofferta) la separazione, ma rimangono – e rimarranno sempre – forti sentimenti di amicizia e di collaborazione che si sono sviluppati e consolidati nel tempo, come è stato dimostrato nell’anno appena concluso sotto la guida del Governatore Franco Angotti. I due neonati Distretti (il ”toscano” 2071 e il nostro 2072) hanno mosso i primi passi di comune accordo: con l’amico Gianfranco Pachetti, Governatore eletto del 2071, abbiamo deciso ad esempio di mantenere alcune attività in comune, a cominciare da quelle dedicate ai giovani come il Forum Rotary-Rotaract e il Ryla.

Siamo tutti consapevoli di ricevere un’eredità di alto profilo, in quanto il “grande” Distretto 2070 ha saputo dare una forte impronta al Rotary italiano e ha portato il proprio contributo di proposte e di idee – grazie ad alcune personalità di spicco – anche ai vertici del Rotary International.

Spero che proprio questa consapevolezza ci aiuti a trovare il passo giusto per il Distretto appena nato.

La memoria, insegnano i saggi, è un passaggio fondamentale per raccogliere i frutti migliori maturati nel passato e anche per non ripetere eventuali errori. Nel caso del Distretto 2070, sono molto più numerosi i primi, cioè i frutti, e noi intendiamo continuare a coltivarli con la convinzione di tramandare una grande tradizione rotariana e di vita.

Ma sappiamo altresì che il Distretto 2072 deve avere una sua fisionomia autentica, deve rispondere alle esigenze di un mondo in continua evoluzione, deve proiettarsi verso l’immediato futuro nella convinzione di trasmettere a sua volta a chi verrà dopo di noi un Rotary con solide basi, strutturalmente ed eticamente forte, tale da costituire per tutti un punto di riferimento insostituibile.

Per questo abbiamo pensato di aprire già nell’ottobre scorso – con i seminari dedicati alla Fondazione Rotary – il percorso di istruzione e di preparazione che poi si è sviluppato con gli appuntamenti per la Squadra distrettuale e per i Presidenti prima di arrivare all’inizio di maggio all’Assemblea di Riccione. E’ stato un percorso dal quale abbiamo ricavato grandi soddisfazioni grazie alla collaborazione e all’interesse manifestato dai rotariani, soddisfazioni che ci hanno ampiamente ripagato dello sforzo organizzativo.

Non vi nascondo – adesso che abbiamo già camminato parecchio – come non sia stato facile mettere in piedi manifestazioni simili a quelle degli anni passati e con costi quasi identici pur avendo a disposizione un budget praticamente dimezzato. Inoltre abbiamo fatto fronte alla creazione del nuovo Sito e abbiamo dato vita a una Newsletter con la quale vogliamo fornire un’informazione completa senza i costi della rivista divenuti insostenibili. In carta contiamo di fare almeno tre numeri unici. Il primo uscirà a breve, dedicato naturalmente alla nascita del Distretto 2072 con testimonianze e appunti utili per il lavoro che ci attende.

Insomma, impegni considerevoli, affrontati con una razionalizzazione delle spese, anche perché non è stato apportato alcun ritocco alla quota per socio che ogni Club deve versare al Distretto: è la più bassa in Italia ma non era certamente questo il momento di chiedere aumenti. Meglio tirare la cinghia.

Assicuro che l’entusiasmo di aprire un percorso nuovo è stato il miglior carburante per confrontarsi con queste sfide, unitamente alla consapevolezza di non pensare soltanto all’oggi ma alla necessità di dare al nuovo Distretto solide fondamenta. In questo senso la piena comunanza di propositi con i Governatori che mi seguiranno, Ferdinando Del Sante e Paolo Pasini, è stata importantissima.

Ma un forte “rifornimento” di vitalità e di voglia di fare è venuto proprio da Voi, cari amici. Siete stati vicini, avete partecipato con entusiasmo alle manifestazioni distrettuali, avete dimostrato di comprendere il momento decisivo che stavamo vivendo come rotariani.

Di questo Vi ringrazio perché non solo rappresenta un ottimo viatico per il nuovo Distretto ma è il segno che si è immediatamente stabilito quel forte rapporto di amicizia e di condivisione che Paul Harris giudicava il vero propellente per la crescita del Rotary.

Ha voluto ricordarcelo anche il Presidente Internazionale Ron D. Burton con il motto che caratterizza l’annata rotariana 2013-.2014: Engage Rotary, Change lives. Ho voluto riportarlo nella lingua originale, perché, come ho già avuto occasione di rimarcare, giudico la traduzione italiana non particolarmente felice. Il Presidente ci invita a impegnarci per il Rotary vivendone intensamente gli obiettivi e i valori e ci esorta perciò a cambiare la nostra vita assieme a quella di coloro che hanno bisogno della nostra amicizia e della nostra solidarietà.

Noi rotariani rappresentiamo l’eccellenza sotto il profilo etico e della capacità professionale. Dobbiamo mettere a disposizione degli altri e dell’intera società queste nostre prerogative nella convinzione che ciò favorirà il dialogo, la comprensione e la condivisione di ideali nei quali crediamo fermamente.

Questo è il Rotary e non è certo inutile retorica ricordarlo. Il Distretto 2072 nasce sventolando la bandiera di questi ideali e la migliore dimostrazione sta nel fatto che, con i contributi della Fondazione Rotary, daremo vita a progetti per un valore complessivo di 600-650mila dollari. Una cifra considerevole in rapporto alle nostre dimensioni.

Care Amiche e cari Amici,

mi accorgo di essere stato fin troppo lungo ma questa prima Lettera mensile ha davvero un carattere del tutto particolare essendo legata a un avvenimento irripetibile come la nascita del Distretto. Prometto solennemente che le prossime rientreranno nei canoni abituali, anche se da buon giornalista mi concederò qualche strappo alla regola.

Nello scriverla ho provato la sensazione che mi ha accompagnato quando preparavo come Direttore di giornale il primo editoriale con cui mi presentavo ai lettori. Noi già in buona parte ci conosciamo e presto, quando farò visita ai Club, avrò modo di salutarvi uno per uno. Ma vi assicuro che l’emozione è stata la stessa così come la sensazione di cominciare un viaggio denso di novità e di scoperte. Un viaggio che in questa annata faremo assieme, in grande amicizia e in piena condivisione degli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Nel mio lavoro sono certamente favorito dal fatto di avere con me un Team distrettuale pieno di voglia di fare e di capacità propositiva, un gruppo di Assistenti efficace e operativo, Presidenti di Club, di Commissione e di Sottocommissione fortemente dediti ai loro compiti. E una speciale commissione di saggi che è il gruppo dei Past Governors, sempre dispensatori di importanti consigli dall’alto della loro esperienza.

Ma sono certo che tutti voi, care Amiche e cari Amici rotariani, sarete partecipi in modo convinto di questa speciale avventura. Alziamo quindi i calici in onore del Distretto 2072, augurando a tutti noi un felice viaggio.

 

Con amicizia

 

Giuseppe Castagnoli

 

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