Resoconto della Conviviale del 8 febbraio 2022

Ci siamo trovati ancora su piattaforma Zoom e non di persona, stante la prudenza, nonostante i dati sulla pandemia da virus SARS CoV-2 siano in miglioramento, allietati da un ottimo ed abbondante apericena preparato dalla Compagnia del Taglio ed organizzato, come sempre egregiamente, dalla nostra Mariapaola. Ospite della serata è stato l’ Ing. Vittorio Pecorari, amico di molti di noi, amministratore delegato di SAI S.p.A. Hydraulic Motors, azienda specializzata in produzione di motori idraulici ed accessori, che ci ha parlato di “Internazionalizzazione delle PMI – scenario post pandemia – evoluzione delle strategie”.
La Presidente Silvia Menabue, dopo una rapida presentazione dell’ospite, che a breve potrebbe entrare nel nostro Club, gli ha ceduto la parola L’Ing. Pecorari ha iniziato la relazione ricordando che le piccole imprese (meno di 50 occupati e fatturato inferiore a 10 milioni di euro) e le medie imprese (meno di 250 occupati e fatturato non superiore a 43 milioni di euro) rappresentano il 92% delle aziende italiane, impiegano l’82% dei lavoratori e generano il 57% del PIL, quindi rappresentano una parte estremamente significativa del panorama produttivo italiano. La crisi pandemica ha avuto un impatto molto violento sulle PMI italiane, il 90% delle quali ha avuto conseguenze molto negative dalla pandemia, sia in termini di diminuzione delle entrate, che di riduzione del margine di profitto, che di riduzione dei volumi di vendita, a fronte di una percentuale del 74% in Europa e del 72% nel Nord America.
Quando si tornerà alla normalità? Probabilmente mai. Bisogna evitare di ripetere l’errore, già commesso in occasione della crisi dei derivati del 2008, di considerare la crisi, allora finanziaria, oggi sanitaria, come un momento transitorio, da superare in qualche modo, attendendo che tutto possa tornare come prima.
Ma come sono sopravvissute alla pandemia la maggior parte delle PMI italiane? Grazie alla digitalizzazione, che ha riguardato sia le nuove modalità di lavoro flessibile dei dipendenti, che le nuove modalità di vendita online: da una parte i lavoratori si stanno adattando ad una modalità di lavoro ibrida, dividendo il proprio tempo tra ufficio e lavoro in remoto, dall’altra i clienti possono entrare in contatto con l’azienda anche online ampliando così il bacino di utenza. Ecco allora che la digitalizzazione è stata la chiave di volta che ha permesso alle aziende di superare i difficili momenti della crisi pandemica, ma può diventare anche il grimaldello per affrontare gli scenari futuri. Per crescere e diventare più competitivi su scala globale, i fattori di sviluppo più importanti su cui puntare sono l’innovazione e la internazionalizzazione e questo può avvenire solamente tramite la digitalizzazione. La capacità di innovare riguarda l’evoluzione della strategia aziendale, la ricerca di nuovi bacini di clientele, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi: per internazionalizzazione si intende l’ingresso fisico dell’azienda in un nuovo mercato, differenziandosi per questo dall’export, che è invece la vendita di un prodotto al di fuori del territorio nazionale. La pandemia ha costretto le aziende a digitalizzare sempre di più per sopravvivere, la digitalizzazione, se ben declinata, può aprire orizzonti di mercato sempre più ampi, attraverso l’internazionalizzazione.
Al termine della interessante relazione, l’ Ing. Pecorari ha gentilmente risposto a varie domande dei presenti, domande che hanno riguardato prevalentemente la ancora scarsa digitalizzazione delle microimprese e la difficoltà di vendere prodotti come i servizi attraverso un approccio digitale e non in presenza.
La Presidente Silvia Menabue ha chiuso la serata rimandandoci ai prossimi impegni rotariani, che martedì prossimo saranno ancora su piattaforma Zoom, ma con la speranza che già dall’ultimo martedì del mese di febbraio si possa fare un incontro in presenza.

Un caro saluto
Claudio Colombi

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