{"id":7453,"date":"2020-01-24T09:15:06","date_gmt":"2020-01-24T08:15:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/?p=7453"},"modified":"2020-01-24T09:15:09","modified_gmt":"2020-01-24T08:15:09","slug":"studio-su-correlazione-tra-tumore-alla-vescica-e-i-trialometani-che-si-trovano-nellacqua-del-rubinetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/?p=7453","title":{"rendered":"Studio su correlazione tra tumore alla vescica e i trialometani che si trovano nell\u2019acqua del rubinetto"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le docenti Unimore Elena Righi e\nGabriella Aggazzotti commentano uno studio di cui sono state attive\ncollaboratrici, coordinato dall\u2019Institute for Global Health di Barcellona, che\nha determinato una correlazione tra il tumore alla vescica e l\u2019esposizione\nprolungata ai trialometani, sostanze che si trovano nell\u2019acqua del rubinetto. I\nrisultati raccolti dalle ricercatrici Unimore evidenziano in Italia una\nsituazione decisamente favorevole: la qualit\u00e0 delle nostre acque \u00e8 normalmente\nestremamente buona.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo uno studio coordinato\ndall\u2019Institute for Global Health di Barcellona, pubblicato su Environmental\nHealth Perspectives il <strong>5 per cento dei casi di tumore della vescica in\nEuropa sarebbe attribuibile all\u2019esposizione prolungata ai trialometani<\/strong>,\nsostanze come cloroformio, bromodiclorometano, dibromoclorometano e\nbromoformio, che si trovano nell\u2019acqua del rubinetto come <strong>sottoprodotti dei\nsistemi per la disinfezione a base di cloro<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio <strong>ha analizzato per la prima\nvolta la presenza di questi composti nell\u2019acqua potabile dei 28 Paesi\ndell\u2019Unione europea<\/strong> (esclusi Romania e Bulgaria per scarsi dati),\ncorrelandoli con l\u2019incidenza di questo tumore, giungendo alla conclusione che i\ntrialometani rappresenterebbero un fattore di rischio per 6.500 casi ogni anno,\ne 2.900 di questi potrebbero essere evitati se tutti i Paesi rispettassero i\nlimiti europei.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori, tra i quali le docenti\nUnimore <strong>Gabriella Aggazzotti<\/strong>, professoressa emerita di Igiene, e <strong>Elena\nRighi<\/strong>, professoressa associata di Igiene, hanno analizzato con la\ncollaborazione di numerosi altri colleghi i <strong>valori di trialometani nelle\nacque municipali<\/strong> tra il 2005 e il 2018, registrando un <strong>livello medio in\nItalia di 3,1 microgrammi per litro<\/strong>, ben al di sotto del <strong>limite, che per\nalcuni di questi \u00e8 fissato a 30 microgrammi per litro<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>La Danimarca e i Paesi Bassi sono\nrisultati i Paesi con i valori pi\u00f9 bassi e con la pi\u00f9 bassa percentuale di casi\npotenzialmente attribuibili ai trialometani (0%), seguiti da Germania,\nLituania, Austria, Slovenia, Italia e Polonia. Cipro (23,2%), Malta (17,9%) e\nIrlanda (17,2%) hanno invece le percentuali pi\u00f9 alte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201c<em>La novit\u00e0 di questo studio<\/em>\n&#8211; commenta la prof.ssa<strong> Gabriella Aggazzotti <\/strong>di Unimore &#8211; <em>\u00e8 stata\nquella di cercare di valutare in tutti i 28 stati europei i livelli di\ntrialometani, composti utilizzati come indicatori del pi\u00f9 ampio a variegato\ngruppo di sostanze la cui formazione pu\u00f2 essere indotta dal processo della\ndisinfezione delle acque con prodotti a base di cloro, e di stimare i casi di\ntumore della vescica potenzialmente attribuibili a tale esposizione nei diversi\npaesi. Il nostro principale compito \u00e8 stato quello di raccogliere dati sulla\ndiffusione nelle reti idriche italiane di tali sostanze: per fare ci\u00f2 ci siamo\navvalse della collaborazione di numerosi ricercatori e professionisti italiani\nesperti del settore, che ringraziamo sentitamente, vista l\u2019assenza in Italia di\nun unico database nazionale di riferimento<\/em>.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>La prof.ssa <strong>Elena Righi<\/strong> aggiunge:\n<em>\u201cI risultati dello studio evidenziano in Italia una situazione decisamente\nfavorevole: la qualit\u00e0 delle nostre acque \u00e8 normalmente estremamente buona e la\ndisinfezione induce la formazione di livelli molto limitati di queste sostanze,\ncon valore medio di trialometani pari a 3,1 microgrammi per litro. Proprio per\nquesto motivo in Italia \u00e8 stato possibile adottare un valore limite molto pi\u00f9\nbasso di quello che \u00e8 stato raccomandato dalla Unione Europea ed \u00e8 stato adottato\nda molti altri paesi europei (pari 100 microgrammi per litro). Il numero di\ncasi di tumore della vescica potenzialmente attribuibile a questa specifica\nesposizione in Italia \u00e8 quindi risultato molto limitato e pari all\u20191,2% di\ntutti i casi osservati<\/em>.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>prof.ssa Aggazzotti<\/strong> infine\nricorda che <em>\u201cLa disinfezione \u00e8 un intervento di sanit\u00e0 pubblica fondamentale\ned estremamente efficace nel garantire all\u2019acqua destinata al consumo umana la\nsicurezza da un punto di vista microbiologico. Oltre a ci\u00f2 sulla reale natura\ndel rapporto tra trialometani e tumori esiste ancora molta incertezza, dal\nmomento che una associazione essenzialmente statistica tra sostanze\npotenzialmente nocive ed effetti sulla salute umana non comporta\nnecessariamente un nesso di causalit\u00e0, che deve essere vagliato accuratamente,\ndata la possibile presenza di numerosi fattori di confondimento. Lo studio\ntuttavia indica l\u2019importanza di continuare a ricercare in questo settore, data\nla diffusa esposizione della popolazione generale all\u2019acqua potabile. Questa\nattivit\u00e0 di ricerca ambientale, tuttavia, non deve distogliere l\u2019attenzione dai\nfattori di rischio ben noti e decisamente pi\u00f9 importanti per la salute\ngenerale, come ad esempio il fumo di tabacco.\u201d<\/em><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le docenti Unimore Elena Righi e Gabriella Aggazzotti commentano uno studio di cui sono state attive collaboratrici, coordinato dall\u2019Institute for Global Health di Barcellona, che ha determinato una correlazione tra il tumore alla vescica e l\u2019esposizione prolungata ai trialometani, sostanze che si trovano nell\u2019acqua del rubinetto. 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