{"id":10434,"date":"2025-10-27T09:34:06","date_gmt":"2025-10-27T08:34:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/?p=10434"},"modified":"2025-10-27T09:34:06","modified_gmt":"2025-10-27T08:34:06","slug":"le-fontane-di-giuseppe-graziosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/?p=10434","title":{"rendered":"\u201cLe Fontane di Giuseppe Graziosi\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Marted\u00ec 14 ottobre 2025<br>Questa \u00e8 un\u2019idea d\u2019itinerario pensata per gli amanti della scultura e per valorizzare le opere di Giuseppe Graziosi, disseminate nel centro storico della nostra citt\u00e0.<br>Pittore, scultore, incisore e fotografo, il Graziosi (Savignano sul Panaro 25 gennaio 1879 \u2013 Firenze 2 luglio 1942) \u00e8 stato un\u2019artista versatile, sperimentatore di nuove tecniche. Nonostante la permanenza a Firenze e a Milano, Graziosi non perder\u00e0 mai i contatti con Modena, ove continua a partecipare attivamente alle vicende culturali attraverso la partecipazione alle rassegne espositive locali e ai principali cenacoli artistici quali l&#8217;Accademia del Fiasco e l&#8217;Associazione degli Artisti e della Stampa<br>Graziosi prende parte a importanti rassegne espositive tra le quali si ricordano l&#8217;Esposizione Universale di Parigi(1900), le Esposizioni Internazionali di Venezia (dal 1903 al 1942), quella di san Francisco (1915), l&#8217;Esposizione degli acquafortisti di Londra (1916) e la Quadriennale di Roma (1931, 1935).<br>All&#8217;artista vengono dedicate importati mostre personali: nel 1918 a Firenze, in Palazzo Antinori; nel 1919 alla Galleria Pesaro di Milano, nel 1940 alla XXII Esposizione Internazionale di Venezia e nel 1941 alla Galleria del Milione a Milano, la prima, questa, di soli disegni. In qualit\u00e0 di docente di scultura insegna nelle Accademie di Belle Arti di Milano, Napoli e Firenze.<br>Determinanti per la vicenda critica del Graziosi saranno la mostra allestita nel 1963 in Palazzo Strozzi a Firenze e l\u2019approfondito studio sull\u2019artista condotto da Gabriella Guandalini nel primo catalogo dedicato alla Gipsoteca Graziosi del Museo civico di Modena, recentemente aggiornato, e gli interventi di Francesca Petrucci che ne chiariscono la posizione nel pi\u00f9 ampio contesto della situazione figurativa nazionale ed internazionale.<br>In particolare la gipsoteca \u00e8 stata istituita a Modena nel 1984 in seguito alla donazione da parte degli eredi di una cospicua raccolta di opere plastiche, pittoriche e grafiche dell&#8217;artista Giuseppe Graziosi. Dopo una prima collocazione presso l\u2019Istituto San Paolo, nel 1994 la Gipsoteca \u00e8 stata allestita a piano terra del Palazzo dei Musei.<br>Le opere esposte consentono di ripercorrere le fasi salienti della multiforme vicenda artistica di Graziosi, dall&#8217;iniziale adesione alle tematiche del verismo sociale alle ricerche espressive stimolate dalla visione diretta delle opere di Rodin, all&#8217;interesse per la vita e i personaggi del mondo contadino, uno dei temi fondamentali della sua produzione. La raccolta grafica, ordinata in cassettiere ispezionabili, \u00e8 costituita da litografie e incisioni che si collocano entro un ampio arco cronologico e propongono vari temi con una variet\u00e0 di tecniche che<br>testimoniano l&#8217;instancabile volont\u00e0 del Graziosi di sperimentarne tutte le capacit\u00e0 espressive.<br>L&#8217;archivio fotografico donato dagli eredi Graziosi nel 1999 \u00e8 costituito da 2144 immagini realizzate dall&#8217;artista su supporti diversi: lastre stereoscopiche negative e positive, negativi su lastre di vetro e gelatine su pellicola di nitrato.<br>Proseguendo su una strada percorsa da numerosi artisti gi\u00e0 dalla met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, Graziosi demanda alla macchina fotografica il ruolo svolto tradizionalmente dagli appunti grafici raccolti nel blocco degli schizzi e se ne serve per formare un repertorio di immagini da cui attinge spunti narrativi, personaggi, azioni, effetti in movimento e di luce, sfondi di paesaggio e prospettive urbane che riprende e rielabora pi\u00f9 volte anche a distanza di molti anni, trasportandoli di volta in volta nelle tecniche artistiche a lui pi\u00f9 congeniali sino ad esaurirne tutte le potenzialit\u00e0 espressive<br>Passeggiando per le strade del centro \u00e8 impossibile, infatti, non notare le tante fontane in bronzo realizzate dal Graziosi.<br>Ci accompagna Luca Silingardi, Past President del Rotary Club Sassuolo, storico dell\u2019arte, giornalista, curatore delle Raccolte Civiche d\u2019Arte del Comune oltre che ispettore della Soprintendenza e socio dell\u2019Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Modena. All\u2019attivo ha oltre 50 pubblicazioni sull\u2019arte emiliana.<br>Il punto di partenza della nostra visita \u00e8 la monumentale Fontana dei due Fiumi situata in Largo Garibaldi, che fu attivata nel 1938 in occasione dell&#8217;entrata in funzione del nuovo acquedotto cittadino.<br>Considerato l&#8217;intervento pi\u00f9 prestigioso dell&#8217;artista, destinato ad abbellire l&#8217;ingresso orientale della citt\u00e0, questa realizzazione \u00e8 composta da una serie di vasche circolari in travertino e da due figure in bronzo, una femminile ed una maschile, che simboleggiano rispettivamente il fiume Secchia e il fiume Panaro.<br>La figura maschile, rivolta verso est in corrispondenza del fiume Panaro, \u00e8 rappresentata da un giovane possente che versa acqua da un orcio mentre sorregge con una mano un ramo d\u2019albero. La figura femminile, invece, \u00e8 una giovane donna, simbolo di fertilit\u00e0, rivolta in direzione della citt\u00e0 che porta sulla spalla un fascio di spighe dal quale fuoriesce un getto d\u2019acqua.<br>Molto suggestiva e sicuramente imponente, questa fontana merita un passaggio anche la sera quando viene illuminata sapientemente da scenografici fasci di luce.<br>Si prosegue ora verso Piazza XX Settembre, dove in un angolo troviamo il Putto con l\u2019oca, una statua in bronzo che raffigura un bambino intento a sottrarre il pesce, che tiene tra le mani, all\u2019oca che sta tentando di prenderglielo.<br>Realizzata all\u2019inizio degli anni \u201930 su incarico del Comune, era stata pensata per essere posizionata al centro della piazza ad un\u2019altezza elevata. Attualmente, invece, si trova in un angolo su una \u201cpi\u00f9 modesta\u201d vasca a due lobi. Negli anni \u201980, la statua originale \u00e8 stata<br>trasferita nella Gipsoteca Giuseppe Graziosi, all\u2019interno del Palazzo dei Musei. In Piazza XX Settembre ora si trova una copia.<br>A poca distanza, al centro del Mercato Storico Albinelli fa bella mostra di s\u00e9 La fanciulla con canestro di frutta.<br>Realizzata nel 1931, come prima commessa pubblica locale del Graziosi, fu costruita per fornire acqua per lavare la frutta e la verdura del mercato. \u00c8 una statua in bronzo che poggia su un basamento al centro di una vasca e che raffigura una graziosa fanciulla con un cesto colmo di frutta sotto il braccio destro e un mazzolino di spighe nella mano sinistra.<br>Ancora oggi, \u00e8 una presenza centrale e affascinante per il nostro storico Mercato Albinelli, il luogo della tradizione gastronomica modenese.<br>Continuiamo la nostra passeggiata verso il suggestivo Piazzale di San Giacomo dove a dar vita ad un incantevole scorcio urbano ci pensa la Fontana della Ninfa che ritrae, appunto, una ninfa intenta a versare acqua da un\u2019anfora. In quest\u2019opera il Graziosi \u00e8 stato in grado di fondere armoniosamente le memorie della scultura seicentesca e la bellezza contadina.<br>Infine, ci siamo diretti a pochi passi da qui, in Piazza San Francesco, dove si trova l\u2019ultima delle opere del Graziosi: la Fontana di San Francesco raffigurante il Santo, immortalato nell&#8217;atto di parlare all\u2019acqua e agli uccelli.<br>Come per altre opere, anche questa scultura fa parte di una serie di realizzazioni che l\u2019artista fece negli anni \u201830, su commissione del Comune, per ornare alcune fontane pubbliche della citt\u00e0 in seguito alla costruzione dell\u2019acquedotto.<br>Al termine dell\u2019interessante visita che ci ha permesso ancora una volta di stupirci dell\u2019incredibile bellezza artistica della nostra citt\u00e0 grazie alla capacit\u00e0 di Luca Silingardi di \u201cfar parlare\u201d i palazzi, i portici e gli angoli caratteristici raccontandoci le loro storie, siamo stati accolti a Palazzo Montanari Masi, ora Olivi, per un momento di convivialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Decaroli<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"10435\" src=\"https:\/\/www.rotarymodena.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10435\" srcset=\"https:\/\/www.rotarymodena.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.rotarymodena.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rotarymodena.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.rotarymodena.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.rotarymodena.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.rotarymodena.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1.jpg 2048w\" 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