{"id":15,"date":"2012-01-26T18:06:01","date_gmt":"2012-01-26T18:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/rotaryclubmodena.it\/?page_id=15"},"modified":"2013-08-08T16:29:42","modified_gmt":"2013-08-08T15:29:42","slug":"dove-siamo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/?page_id=15","title":{"rendered":"Breve storia del Rotary"},"content":{"rendered":"<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<h1><strong>Come \u00e8 nato il Rotary International<\/strong><\/h1>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rotary2040.it\/images\/stories\/paul_harris72.jpg\" alt=\"\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/strong>Il Rotary nacque la sera del 23 febbraio 1905, quando Paul Harris, allora giovane avvocato di Chicago, si incontr\u00f2 con tre amici per discutere un&#8217;idea che da tempo lo assillava: dar vita ad un club di persone di differenti professioni, organizzando incontri regolari all&#8217;insegna dell&#8217;amicizia, per trascorrere un po&#8217; di tempo in compagnia e allargare le conoscenze professionali.<\/p>\n<p>Quella sera, assieme a Paul Harris, ritratto qui sulla destra, c&#8217;erano Silvestre Schiele, commerciante di carbone, Gustavus Loehr, ingegnere minerario e Hiram Shorey, sarto. Si riunirono presso l&#8217;ufficio di Loehr, in Derarborn Street 127, in un edificio, l&#8217;Unity Building, che esiste ancor oggi a Chicago. \u2028Da quella riunione cominci\u00f2 a realizzarsi l&#8217;idea di un club maschile dove ogni socio rappresentava la propria professione. Le riunioni si svolgevano settimanalmente, a turno presso l&#8217;ufficio o a casa dei vari soci. Era, questo, un sistema di rotazione che aveva lo scopo di far conoscere a ogni socio l&#8217;attivit\u00e0 degli altri e che port\u00f2 poi Harris a chiamare il suo sodalizio: Rotary.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rotary2040.it\/images\/stories\/founders.jpg\" alt=\"\" align=\"left\" border=\"0\" \/>I quattro soci fondatori erano di diversa nazionalit\u00e0 di origine (americana, tedesca, svedese e irlandese) ed appartenevano anche a fedi religiose diverse (protestante, cattolica ed ebraica). Erano un prodotto di quel grande crogiolo che era ed \u00e8 l&#8217;America e, sotto questo aspetto, erano i progenitori pi\u00f9 adatti a dar vita a quel grande movimento internazionale che sarebbe poi diventato il Rotary International.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;ammissione di un quinto socio, il tipografo Harry Ruggles, il gruppo prese ufficialmente il nome di Rotary Club di Chicago. Il primo registro, che risale al 1905, riporta un elenco di trenta soci, con Silvester Schiele come Presidente; Will Jensen, agente immobiliare, segretario; Ruggles tesoriere e il dottor Will R. Neff, dentista, &#8220;incaricato dell&#8217;ospitalit\u00e0&#8221;. Paul Harris non volle assumere alcuna carica nel nuovo club e non ne divenne presidente se non due anni pi\u00f9 tardi. Ruggles fu il primo ad avere l&#8217;idea di un coro, e ancora adesso la tradizione di cantare insieme \u00e8 viva in molti club.<\/p>\n<h4><strong><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rotary2040.it\/images\/stories\/4wheels.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/strong><\/h4>\n<p>La notizia della nuova organizzazione si diffuse rapidamente e ben presto i soci divennero cos\u00ec numerosi da rendere poco pratiche le riunioni negli uffici dei soci. Nacque cos\u00ec l&#8217;usanza di tenere le riunioni settimanali presso ristoranti o alberghi. Paul Harris non fu mai dell&#8217;idea che il club di Chicago dovesse esistere unicamente allo scopo di favorire gli affari dei soci che ne facevano parte. Egli credeva con tutto se stesso nei valori dell&#8217;amicizia e fin dall&#8217;inizio sper\u00f2 che in ambito civico il club avrebbe intrapreso delle iniziative di pi\u00f9 ampio respiro. Nel 1907, due anni dopo la fondazione del club, fu varato il primo progetto in favore della collettivit\u00e0: la costruzione, nei pressi del municipio, di toilettes pubbliche: la prima infrastruttura del genere creata a Chicago.\u2028Tre anni dopo la fondazione del club di Chicago fu creato un secondo club a San Francisco, e l&#8217;anno seguente si aggiunsero all&#8217;elenco altri tre club. Nel 1910, sparsi in tutti gli Stati Uniti, c&#8217;erano 16 club con oltre 1500 soci.<\/p>\n<p>In quell&#8217;anno si tenne a Chicago il primo congresso e i 16 club si riunirono sotto la denominazione di Associazione Nazionale dei Rotary club. Paul Harris ne venne eletto presidente, mentre Chesley R. Perry, entrato a far parte del club di Chicago nel 1908, fu nominato segretario: carica che conserv\u00f2 fino a quando, nel 1942, and\u00f2 in pensione; Rufus Chapin fu nominato tesoriere e mantenne l&#8217;incarico fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1945.<\/p>\n<p>L&#8217;ideale del servire cominci\u00f2 a prendere forma durante questi primi anni, in particolare da quando Arthur Frederick Sheldon divenne socio del club di Chicago. Egli era fermamente convinto che ogni professione dovesse essere considerata come un mezzo per servire la societ\u00e0, e al primo congresso del Rotary, svoltosi nel 1910, propose il motto &#8220;He profit Most Who Serves His Fellows Best&#8221; (Profitta di pi\u00f9 chi sa rendere agli altri un servizio migliore). L&#8217;anno successivo, un altro dei primi eminenti soci del Rotary, Benjamin Franklin Collins, parl\u00f2 ancora dell&#8217;importanza del servire e lanci\u00f2 l&#8217;idea di organizzare i club sulla base del principio &#8220;Service, Not Self&#8221; (Servizio, non profitto personale). Le due frasi modificate in &#8220;He Profits Most Who Serves Best&#8221; (Chi serve meglio profitta di pi\u00f9) e &#8220;Service Above Self&#8221; (Servire al di sopra di ogni interesse personale), furono prontamente accettati da tutti i rotariani e divennero i motti di cui, non senza orgoglio, fregiarono i loro distintivi. Ma dovevano trascorrere 40 anni perch\u00e9 essi fossero adottati ufficialmente dal Rotary International in occasione del congresso di Detroit del 1950.<\/p>\n<p>I primi tentativi di Paul Harris di costituire un club fuori dai confini degli Stati Uniti furono coronati dalla fondazione di quello di Winnipeg, in Canada, avvenuta nel 1911 dopo una lunga serie di approcci negativi. Fu cos\u00ec che il Rotary divenne internazionale.<\/p>\n<p>Arch Klumph, sesto presidente del R.I., fu l&#8217;ideatore, nel 1917, della Fondazione Rotary. Nello stesso anno era anche iniziata la pubblicazione di The National Rotarian, il precursore della rivista The Rotarian, nota anche come organo ufficiale del Rotary International. Pi\u00f9 tardi, quello stesso anno, Paul Harris si mise in contatto con il bostoniano Harvey Wheeler, proprietario di un cotonificio in Inghilterra, allo scopo di costituire un club a Londra. Poco dopo, lo stesso Wheeler, con Arthur Frederick Sheldon e E. Sayer Smith, fond\u00f2 i club di Londra e di Manchester.\u2028Nel medesimo tempo Paul Harris apprese con grande meraviglia che in Irlanda, e precisamente a Dublino, esisteva gia&#8217; un &#8220;Rotary&#8221; club, la cui sotituzione risaliva al marzo 1911. Il mistero venne chiarito non appena si seppe che Stuart Morrow, un ex rotariano di san Francisco, si era trasferito in Irlanda e aveva organizzato un club a Dublino e uno a Belfast. Paul Harris chiese a Morrow di proseguire nell&#8217;opera gi\u00e0 intrapresa, e in breve tempo vennero fondati in Scozia i club di Glasgow e di Edimburgo, ed altri in varie localit\u00e0 dell&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p>Una volta varcato l&#8217;Atlantico, il Rotary si diffuse rapidamente e, al congresso di Duluth del 1912, la sua denominazione venne cambiata in Associazione Internazionale dei Rotary Club, a sua volta abbreviata, nel 1922, in Rotary International. Il primo presidente non statunitense, il canadese E. Leslie Pidgeon, fu eletto nel 1917 al congresso di Atlanta. Il primo Rotary Club che venne costituito in un paese non di lingua inglese fu, nel 1916, quello cubano dell&#8217;Avana, disciolto poi nel 1979. Il Rotary incominciava quindi a oltrepassare non solo i confini nazionali, ma anche le barriere linguistiche, senza tuttavia acquisire una dimensione veramente mondiale sino agli anni venti, allorch\u00e9 si diffuse per tutta l&#8217;Europa continentale e raggiunse l&#8217;America meridionale e centrale, l&#8217;Africa, l&#8217;Australia e l&#8217;Asia.<\/p>\n<p>Tale diffusione, attestata dalla universalit\u00e0 del sodalizio, ha provato e prova che i principi su cui esso si basa hanno ancora una vitalit\u00e0 cos\u00ec intensa ed esercitano un richiamo cos\u00ec forte da superare ogni differenza di razza, religione, lingua e nazionalit\u00e0. Gli anni venti furono costruttivi, brillanti, ricchi di sfide: il 1926 in particolare fu l&#8217;anno memorabile in cui il Rotary Club di Londra diede uno dei maggiori contributi al movimento rotariano. Nel corso di una passeggiata domenicale fra le colline del Surrey, due dei suoi membri misero a punto quello che fu chiamato il progetto &#8220;Scopi e obiettivi&#8221;. Avevano pensato cio\u00e8 di incanalare le attivit\u00e0 di servizio secondo quattro precisi indirizzi: l&#8217;azione interna, l&#8217;azione di interesse pubblico, l&#8217;azione professionale e l&#8217;azione internazionale. I due rotariani erano Sydney W. Pascall, che nel 1931-32 doveva essere nominato presidente del Rotary International, e Vivian Carter, che a quell&#8217;epoca era segretario generale del R.I.B.I., l&#8217;associazione dei Rotary Club in Inghilterra e Irlanda.<\/p>\n<p>La nuova idea venne ampiamente discussa e presentata nel 1927 al congresso del R.I. di Ostenda, dove fu accettata. Di conseguenza i quattro indirizzi (pi\u00f9 tardi chiamati &#8220;vie&#8221; d&#8217;azione), divennero parte integrante degli scopi del Rotary International e sono tuttora operanti dovunque funzioni un Rotary Club.<\/p>\n<p>Il Rotary International \u00e8 stato l&#8217;antesignano di altre grandi associazioni di servizio, come il Kiwanis International, costituito nel 1917 e l&#8217;Optimist International (1919). Analogamente, sul modello rotariano si vennero a creare organizzazioni femminili di servizio quali lo Zonta International, fondato nel 1919.<\/p>\n<p>Il Rotary ha anche preparato il terreno a numerose importanti organizzazioni di statura mondiale, tra cui la International Society for Crippled Children, fondata nel 1922, attualmente ribattezzata con il nome di Rehabilitation International, e l&#8217;Unesco (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), le cui basi furono poste nel corso di un convegno rotariano svoltosi a Londra nel 1942 con lo scopo di esaminare la costituzione di un vasto sistema di scambi culturali fra nazioni.<\/p>\n<p>Le statistiche sull&#8217;espansione del Rotary nel mondo sono imponenti, ma le realizzazioni rotariane che ogni anno si compiono attraverso le quattro vie d&#8217;azione non possono essere descritte solo con le cifre. L&#8217;amicizia, il miglioramento nell&#8217;esercizio degli affari e delle professioni, la gioia recata ai meno privilegiati e agli handicappati, il lavoro svolto con i giovani per aiutarli a sviluppare i principi della leadership, l&#8217;incessante fluire di iniziative in favore della collettivit\u00e0, le migliaia di borse di studio e di scambi culturali, gli innumerevoli altri progetti varati dal club, comprese le attivit\u00e0 internazionali della Fondazione Rotary, sono tutti elementi da tenere presenti nel considerare i progressi compiuti attraversi il programma del Rotary presentato in questo sito e negli altri siti rotariani; e questo proprio a causa della peculiarit\u00e0 del Rotary, che pu\u00f2 essere paragonato ad un mosaico, composto da innumerevoli tessere di grandezza diversa e differenti per forma e colore.<\/p>\n<p>Nella sua autobiografia My Road to Rotary (la mia via verso il Rotary), Paul Harris paragona la potenza del Rotary al corso di un fiume maestoso: &#8220;Il grande fiume \u00e8 la somma totale dei contributi di centinaia, forse anche di migliaia di piccoli ruscelli che vi affluiscono dalle colline e dai monti, mormorando dolcemente, impazienti di tuffarsi nella sua corrente. A questo si pu\u00f2 paragonare l&#8217;espansione del Rotary. Esso \u00e8 diventato grande per la dedizione e il contributo di migliaia di rotariani di tanti Paesi&#8221;.<\/p>\n<p>Ci sono nel mondo pi\u00f9 di 1.208.000 rotariani che danno vita a circa 32.554 Club divisi in 530 Distretti presenti in pi\u00f9 di 168 Paesi. I suo prestigio, la sua tradizione e il carisma degli uomini che lo compongono e lo guidano ne fanno l&#8217;unica associazione non governativa che ha un suo rappresentante al Consiglio delle Nazioni Unite. E tutto nacque in una riunione di quattro amici circa un secolo fa.<\/p>\n<h4><strong><span style=\"color: #0000ff;\">&#8220;L&#8217;amicizia \u00e8 stata la roccia sulla quale \u00e8 stato costruito il Rotary,\u00a0la tolleranza \u00e8 ci\u00f2 che lo tiene unito&#8221;.<\/span><\/strong><\/h4>\n<h4><strong><em>Paul P. Harris<\/em><\/strong><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 nato il Rotary International Il Rotary nacque la sera del 23 febbraio 1905, quando Paul Harris, allora giovane avvocato di Chicago, si incontr\u00f2 con tre amici per discutere un&#8217;idea che da tempo lo assillava: dar vita ad un club di persone di differenti professioni, organizzando incontri regolari all&#8217;insegna dell&#8217;amicizia, per trascorrere un po&#8217; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":251,"featured_media":0,"parent":821,"menu_order":10,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-15","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/15","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/251"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15"}],"version-history":[{"count":27,"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/15\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40,"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/15\/revisions\/40"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rotarymodena.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}